Il Territorio e la Vite

IL FRIULI
« …il Friuli è un piccolo compendio dell’universo, alpestre piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì »
(Ippolito Nievo, Le confessioni d’un italiano, capitolo primo)

Prima di Roma fu celtico, dei Carni, poi – dal secondo secolo avanti Cristo, una delle regioni più importanti per la Roma Imperiale, centro della Regione che comprendeva Venezia e l’Istria.
Poi arrivarono gli Unni, con Attila, che devastarono e misero a ferro e fuoco la regione. Ma ormai l’impronta latina aveva lasciato la sua eredità, portando in zona la cultura della vite e del vino.
Arrivarono i Longobardi e poi i Franchi, mentre il processo di interazione tra le culture “barbare” e la latina si preparavo a costituire una nuova entità, tra le più avanzate per l’epoca, una sorta di principato ecclesiastico che aveva la sua sede in Aquileia, centro di grande rilevanza religiosa e a questo punto anche politica per la regione, che fu definita Patrie dal Friûl.
Senza voler approfondire in questo contesto la storia della regione, citiamo ancora la Repubblica di Venezia, gli Asburgo, i Turchi, gli Slavi, gli austriaci di nuovo nella prima guerra mondiale e via così. Terra di confine, politico e spesso anche culturale. Terra contesa ed esposta, cuscinetto della Storia.

Non è difficile riscontrare le influenze delle varie epoche visitano i comuni di questo territorio, sempre ambìto e sempre conteso. Non è difficile interpretare – in questa luce – il carattere schivo di questa gente, operosa, abituata da sempre a costruire e ricostruire, unica a rappresentare stabilmente il proprio territorio e quindi quantomai legata ad esso e alla propria identità di Friulani. Ne è un esempio la parlata – pur diversa da Comune a Comune, che è inaccessibile al “forèst”, al visitatore, quasi che questa gente volesse conservare intatta anche la propria identità di pensiero. E proprio il Furlàn – forse – è la chiave per conoscere questo territorio.
Lavorare, lavorare bene. Per se, non per dimostrare di saperlo fare. Per rendere omaggio a questa splendida terra, così ricca e varia, così particolare, che da zolla a zolla cambia, pur restando sempre Friuli: dalle Alpi al mare, dalle spiagge sabbiose alle falesie, dal Carso alla pianura pedemontana. In Friuli c’è veramente tutto.

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