14-06-2011
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Un "Metodo Classico" friulano? Sì!
Come sempre, la molla che ha messo in moto il meccanismo è scattata per passione. Intuizione, sperimentazione, curiosità, legame con il territorio sono poi stati gli strumenti da cui ha preso vita il Blanc di Neri di Torre Rosazza, un metodo classico realizzato da sole uve Schioppettino, coltivate in Azienda.
L'intenzione era quella di realizzare uno spumante di prestigio, che - in linea con la filosofia di Torre Rosazza - valorizzasse i vitigni tipici del territorio dei Colli Orientali.
I candidati sono stati diversi, e la Ribolla Gialla sembrava primeggiare "tra i concorrenti", finchè non c'è stata l'intuizione di utilizzare la "Ribolla Nera" (questo l'antico nome che i Friulani davano allo Schioppettino.,
Le caratteristiche tipiche di quest'uva a bacca rossa, hanno poi fatto ipotizzare la necessità di realizzare uno spumante dal profilo organolettico più complesso e corposo rispoetto alla Ribolla Gialla, e così si è pensato - per nobilitare ancora di più il prodotto - ad una spumantizzazione con metodo tradizionale.
Siamo subito dopo la vendemmia 2008, quando un piccolo quantitativo di vino (circa 2000 bottiglie) viene dedicato a quello che diventerà il "Blanc di Neri". Inizia così la breve storia di questo spumante, seguito con scrupolo, aspettativa e una certa apprensione da Luca Zuccarello (enologo dell'Azienda) e Mario Zuliani, enologo e responsabile del progetto di sviluppo di Torre Rosazza.
Passano i mesi con le bottiglie coricate su un fianco al buio della cantina e finalmente, nell'estate 2009, loccasione di stappare una bottiglia, un'anteprima ancora "grezza", offerta ad un gruppo di giornalisti invisita all'Azienda: il Blanc di Neri fa il suo primo timido esordio in pubblico, ed è subito un successo: una spuma esuberante e finissima incorona un calice dai riflessi dorati, mentre dal vino si spandono preziosi aromi complessi, in cui alle note fruttate seguono sentori di lievito. In bocca il vino si presenta come ci si aspetta da un grande Blanc de Noir: è fine ed elegante, ma con una buona struttura e freschezza. Il vino è tuttavia ancora in evoluzione, e sarà necessario attendere ancora prima della sboccatura. In cantina, ormai su un ordinata fila di pupitre, riposa quello che sarà il prossimo successo di Torre Rosazza.
A febbraio 2011, dopo 24 mesi sui lieviti, sembra essere arrivato il momento della sboccatura. Nell'operazione viene aggiunta la liqueur, mantenedo le caratteristiche di freschezza originariamente stabilite, e il vino è pronto! Il primo Schioppettino Metodo Classico è diventato una realtà!