la tenuta

Come per molti dei territori dove si producono grandi vini, anche sui Colli Orientali del Friuli furono i Romani a portare la cultura della vite e del vino e le testimonianze si ritrovano tutt’oggi nei nomi dei paesi della Zona. Se ancora non bastasse, dalla collina su cui si trova Torre Rosazza, è possibile scorgere non troppo distante Aquileia, un tempo importante presidio imperiale romano.

Da quel primo contatto con la viticoltura, la zona di Rosazzo si scoprì particolarmente vocata, e l’attenzione per il vino fu tramandata attraverso i secoli, soprattutto ad opera dei monaci benedettini dell’Abbazia di Rosazzo, vero punto di riferimento per la cultura enologica del nord Italia.

Il territorio di Torre Rosazza rientrava a pieno titolo in questa microzona privilegiata dei Colli Orientali del Friuli, che oggi viene riconosciuta con la denominazione Rosazzo. Per secoli i filari dei vigneti hanno decorato il paesaggio, alternandosi agli ulivi, che sottolineavano la presenza di un microclima particolare, temperato, che permetteva la loro coltivazione. Dopo una storica gelata che decimò gli ulivi, ai primi del secolo scorso, l’agricoltura preferì impiantare vigneti al posto degli alberi e così la vocazione viticola del territorio emerse con ancora più forza.

Un altro momento cruciale per il vino in questi territori, si segna negli anni settanta, quando l’enologia italiana scopre l’immenso patrimonio a propria disposizione, ed iniziano a prendere piede tecniche colturali più attente e vinificazioni che al sapere tradizionale uniscono una solida base scientifica, capace di sublimare la qualità delle uve in vini sempre più eccellenti. È in questo periodo che nasce Torre Rosazza: nel 1974 l’Azienda viene acquisita da Genagricola, che subito intraprende un processo di studio e zonazione dei 90 ettari vitati, per identificare le qualità di ogni singolo terreno e trovare gli appezzamenti che per esposizione e proprietà geologiche possono meglio interpretare i vitigni del territorio.

Ad orientare le scelte in cantina, è in questi anni Walter Filiputti, che intraprende un cammino che Torre Rosazza sta tutt’ora percorrendo. Fu lui ad esempio ad introdurre (probabilmente per la prima volta in tutto il Friuli) l’utilizzo delle barrique per il lungo affinamento dei vini rossi, e fu lui a dare “il là” alla linea dei Ronchi, i Cru di Torre Rosazza. In questi anni nacque l’Altromerlot, vino emblema di Torre Rosazza, e identificativo già nel nome di una concezione produttiva diversa rispetto a quella corrente all’epoca, ed ispirata alle più raffinate tecniche enologiche francesi.

Fotogallery

Creare vini capaci di emozionare, di regalare scorci del territorio e della cultura enologica friulana. Nei vini di Torre Rosazza il territorio e la tradizione si fondono con la tecnica e l’esperienza: da veri “artigiani del gusto”, come diceva Filiputti, i nostri enologi infondono ad ogni vino una personalità propria, autentica. Il controllo della filiera produttiva è totale, e parte dalla decennale cooperazione con i vivai di Rauscedo: qui vengono selezionati i cloni più tipici e più adatti ad esprimere grandi vini.

Creare vini capaci di emozionare, di regalare scorci del territorio e della cultura enologica friulana. Nei vini di Torre Rosazza il territorio e la tradizione si fondono con la tecnica e l’esperienza: da veri “artigiani del gusto”, come diceva Filiputti, i nostri enologi infondono ad ogni vino una personalità propria, autentica. Il controllo della filiera produttiva è totale, e parte dalla decennale cooperazione con i vivai di Rauscedo: qui vengono selezionati i cloni più tipici e più adatti ad esprimere grandi vini.

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